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Climatoterapia


NOTA STORICA

Studi e ricerche, sia cliniche che osservazionali, condotte sul campo specialmente in tempi non recenti hanno potuto dimostrare la validità della cura climatoterapica per molteplici forme morbose. Tale mezzo terapeutico deve oggi intendersi, generalmente, come un presidio di medicina complementare. Inoltre, in questo settore non mancano incertezze scientifiche generalmente riferite alla mancanza di dati o alla difficoltà di definire con precisione quale tra gli elementi ed i fattori climatici deve essere ritenuto fondamentale, e con quale modalità i diversi fattori climatici possono agire sistematicamente su differenti patologie. Storicamente, sono state osservate importanti eccezioni che rivalutano il sistema stesso come mezzo terapeutico complemtare ciò nell'evidenza che specifiche patologie possono trarre giovamento esponendo il paziente alla particolare azione biologica degli elementi e dei fattori climatici specifici di un luogo. Si è così giunti a definire con un certo grado di accuratezza, per ogni tipologia climatica, sistemi che elencano insiemi articolati di indicazioni e controindicazioni climatoterapiche, con spefifiche indicazioni e controindicazioni relative. Si tratta di apparati che variano in parte, a seconda degli Autori che li hanno proposti, ancor oggi in continuo rifacimento man mano che emergono nuovi elementi da considerare. In questa sede sarebbe troppo dispendioso considerare nel dettaglio l’impianto complessivo di indicazioni e controindicazioni climatoterapiche, specie se valutato in rapporto ai singoli bioclimi. In breve, si può menzionare il capitolo delle affezioni cardiovascolari, che non trovano nessun giovamento nel soggiorno in climi di montagna con una controindicazione assoluta per la concomitante e progressiva rarefazione dell’ossigeno con l’innalzamento della quota (pressione parziale di ossigeno progressivamente insufficiente). Sono comprese le insufficienze coronariche, le insufficienze ventricolari, sia destre che sinistre, gli infarti miocardici, i vizi coronarici e le cardiopatie congenite. Un altro esempio, storicamente importante, si riferisce  alla TBC polmonare (primaria e post-primaria) in nome della quale furono costruiti importanti sanatori in bioclimi di bassa montagna a suo tempo riconosciuti quale unici presidi terapeutici contro questa patologia. Il primo centro sanatoriale fu costruito a Davos (Svizzera) nel 1853 e nell’inverno 1865-1966 la prima colonia potè soggiornare. Nello stesso periodo, in Italia, Biagio Gastaldi sfruttò la propria esperienza personale per descrivere il clima montano come un potente mezzo di prevenzione nelle forme tubercolotiche polmonari. Gradualmente i sanatori si diffusero in tutta l’Europa raggiungendo il loro massimo splendore fino all’avvento di presidi allopatici come i chemioterapici e gli antibiotici attivi (tetracicline, etambutolo, rifampicina) contro il bacillo di Koch che rivoluzionarono fortemente e positivamente la cura e la prognosi della TBC relegando i sanatori (ed i relativi contesti bioclimatici) ad una funzione secondaria. Rimane tuttavia un valido e complemntare mezzo di supporto, tra i tanti utilizzabili dal medico. Ancor oggi trova specifica indicazione nei climi di bassa montagna, ad eccezione delle forme tubercolotiche croniche che abbiano compromesso la funzione cardiaca; in questi casi emerge una controindicazione assoluta che privilegia il clima di pianura o bassa collina, con esclusione del clima urbano di pianura caratterizzato da alta concentrazione di specie inquinanti di origine antropica. Il clima di media montagna è indicato nelle forme miliari croniche ed in quelle infiltrative mentre si ritiene più utile il clima di alta collina fino ai 700/800 metri di altezza per i soggetti in fase di stabilizzazione.

 

DEFINIZIONE

La climatologia si occupa dello studio, della classificazione e della distribuzione dei climi sulla Terra e dell'influenza che essi esercitano sulla sfera biologica degli organismi viventi. La climatologia applicata alla salute umana prende il nome di bioclimatologia medica e consiste nell'analisi e nello studio degli elementi e dei fattori climatici dei vari tipi di climi, con particolare riferimento all'azione biologica indotta sull'organismo umano. L'utilizzo dei dati meteorologici e delle osservazioni cliniche consente quindi di proporre la climatoterapia come strumento terapeutico, complementare o fondamentale, finalizzato nella cura integrativa di svariate forme morbose che possono quindi giovarsi delle caratteristiche positive insite in determinati climi (climi marini, climi di lago, climi di montagna, climi equatoriali, climi temperati ecc.). In altri casi, anch'essi documentati da costanti osservazioni sia meteorologiche che cliniche, le caratteristiche negative dei vari climi consentono di proporre controindicazioni su molteplici affezioni patologiche.

Nell'ambito italiano (usato in questa sede come modello di riferimento) i bioclimi sotto il profilo altimetrico, con alcune eccezioni, si classificano nel seguente modo:

BIOCLIMA

ALTIMETRIA

Bioclima appenninico >2500mt
Bioclima alpino >2000mt
Bioclima di alta montagna >1601 ai 2000mt
Bioclima di media montagna dai 1201 ai 1600mt
Bioclima di bassa montagna dai 701 ai 1200mt
Bioclima di alta collina dai 501 ai 700mt
Bioclima di bassa collina dai 301 ai 500mt
Bioclima di pianura da 0 a 300mt
Bioclima dei grandi laghi  
Bioclima marino, con alcuni sottotipi  


Assieme a queste tipologie classiche esistono altre classificazioni, di particolare interesse sono gli ambienti e/o bioclimi di bosco-foresta specialmente per la loro sovrapposizione e/o embricazione con differenti bioclimi; questo bioclima, così come altri di minore importanza, verrà trattato in apposite sottovoci.